Mercoledì delle Ceneri (5 Marzo 2025)

All’inizio del cammino quaresimale, un cammino personale e comunitario, il profeta Gioele ci riferisce l’invito del Signore: «Così dice il Signore: “Ritornate a me con tutto il cuore”» (dalla prima lettura, Gl 2,12-18). Un invito che fa proprio anche l’apostolo Paolo nel testo della seconda lettera ai cristiani di Corinto, dove scrive: «Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio… vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio». E, a sostegno del suo accorato appello, fa un’azzardata affermazione, che appare “scandalosa”: «Colui che non aveva conosciuto peccato (Gesù, il Figlio), Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui potessimo diventare giustizia di Dio» (cfr seconda lettura, 2Cor 5,20-6,2).

L’azzardo dell’Apostolo trova conferma nell’antifona d’ingresso che fa riferimento a un passo del libro della Sapienza: «Tu ami tutte le creature, o Signore, e nulla disprezzi di ciò che hai creato; tu chiudi gli occhi sui peccati degli uomini, aspettando il loro pentimento, e li perdoni, perché tu sei il Signore nostro Dio» (Sap 11,24.25.26).

La nostra presenza qui nella casa del Signore, per celebrare l’Eucaristia, durante la quale riceveremo sul capo le ceneri, che, mentre ci ricordano la nostra originaria inconsistenza («Ricordati che tu sei polvere e in polvere ritornerai») ci sollecitano al cambiamento del cuore e della vita («Convertitevi e credete al Vangelo»), dice la nostra disponibilità ad accogliere l’invito del Signore e dell’apostolo Paolo, a vivere il tempo di Quaresima che ci prepara a vivere in pienezza la Pasqua, come un “cammino di vera, reale, conversione”.

Gesù nel vangelo, appena proclamato (Mt 6,1-18) ci offre una concreta indicazione riguardo al cammino di un’autentica conversione. Le azioni cui fa riferimento – la preghiera, l’elemosina, e un esercizio di libertà (il digiuno) – rappresentano la trama della nostra vita di credenti. Gesù vuole evitare che compiamo queste azioni “buone” in modo sbagliato; per questo indica il giusto atteggiamento con il quale metterle in atto: quando preghiamo, quando offriamo l’aiuto a chi si trova in difficoltà, quando c’impegniamo in esercizi di libertà, come è il digiuno (dal cibo, da tante altre cose…dal peccato) non dobbiamo preoccuparci della nostra immagine pubblica, dell’apprezzamento delle persone, tralasciando l’intenzione profonda che deve ispirarle (“per essere ammirati da loro”); dobbiamo evitare anche l’orgoglio che ci fa ritenere di essere in grado di compire queste azioni con le sole nostre forze e infine dobbiamo evitare di mettere noi stessi al di sopra degli altri, di considerarci più bravi, più capaci, di loro. Per Gesù riusciremo a evitare queste derive delle nostre buone azioni se terremo conto dell’apprezzamento di Dio, se guarderemo a lui, aderiremo alla sua volontà, ci lasceremo guidare da lui.

Il cammino quaresimale quest’anno si svolge in un anno “giubilare”. Papa Francesco nel suo messaggio per la Quaresima – “Camminare insieme nella speranza” – ci offre «alcune riflessioni su cosa significa camminare insieme nella speranza e scoprire gli appelli alla conversione che la misericordia di Dio rivolge a tutti noi, come persone e come comunità».

Vi invito a leggerlo con attenzione e ad accogliere i suoi suggerimenti.